Una nube

Observo una nube pasar
en ella me veo 
cruzar el cielo de mi vida.
Ahora guerrero
caballito de mar
dragón o alienígena.
Como esta nube voy
cambiando forma
empujado por el viento
hacia la nada desvaneceré.

MaNo, Barcelona 2012

La semilla

El hueso de albaricoque germinó hasta ser jardín nómada.

No soy una fractura, ni un collage de recuerdos ajenos. No existo desparramado en el tiempo, soy yo, permanente en mi presente, aquí, ahora, para siempre.

El niño es la semilla, el jardín es el tiempo, el árbol soy yo.

M. Noris, Barcelona, 2010/2014

Uno, due, tre

1 – Io sono una sedia. Mi consumo nel tempo solo perché esisto. Io sono una sedia, reggo e mi sorreggo.

2 – Le mie ruote sono pelose. La mia bicicletta nella notte è simile a una teiera, una teiera dalle ruote pelose.

3 – Sott’acqua viaggio nello spaziotempo. Sdraiato nella vasca, il mondo attorno a me è un lugubre universo tecnorganico (sott’acqua, mi strofino le mani sulla testa e i suoni attorno a me sono quelli dell’abisso di cui talvolta si sente parlare). 

Digitali

Ho un’impronta digitale che urla per me. Per questo mi sono tagliato tutte le dita della mano sinistra. Un moncherino delizioso!
Un dito l’ho spedito a mia zia, in Connecticut, che non so dove sta e nemmeno come si scrive; speriamo sia arrivato! L’indice l’ho mandato al vecchio parroco del paese in cui ho vissuto durante l’infanzia. Il terzo, il medio, ce l’ho ficcato in culo, mentre pollice e mignolo li ho attaccati assieme, finalmente vicini.

Marco Noris, Bologna, 2002

La dama di ghiaccio

La Dama di Ghiaccio perse di vista il mondo in un rosso e soffocante agosto, quando il cammino di ritorno a casa evaporò rapidamente dietro ai suoi passi. Erano passi silenziosi e stretti come di chi a stento si regge. Si teneva stretta, impaurita, a punto di rovinare al suolo in mille schegge di cristallo. Continúa leyendo La dama di ghiaccio

Il cortile

La realtà rimasta incollata come un vestito bagnato, era ieri un cortile; un cortile illuminato nell’ora che divide il giorno, un cortile stretto da muri alti come muraglie, muri grigi e opprimenti ma mai, mai invincibili, neppure ora, nell’oscurità che unisce x con z e y, soprattutto ora, nell’ora del finalmente.
ma:no, giugno 2010

La finestra sul cavedio

Seduto

in silenzio ascolto
il quieto sussurrare 
della finestra sul cavedio. 

In ordine sparso 

percussioni 
voci maschili, non italiane
voce femminile italiana, da televisione
motorino
piccioni in amore
macinacaffé
un altro motorino
lavaggio manuale di stoviglie
cantante femminile di lingua inglese
ancora piccioni in amore
voce di giovane uomo italiano. 

Poi

lo scroscio improvviso 
silenzia il mondo. 

Marco Noris, Bologna, 2002