Insonnia

Nell’oscurità, riflessi di luce prendono forma, ombre di luce nel negativo del giorno. Finalmente si rompe l’insonne solitudine, appaiono maschere grottesche ridendo sguaiatamente, pastori silenziosi brancolando nel buio e con loro guide senza guida, un albero senza Natale, cinque dieci cento dita medie senza mezze misure. Tutto ciò a cui non ho pensato durante il giorno inizia a gridare assordante, una chiassosa comitiva di questioni posticipate si affaccia chiedendo attenzione. Provo a quietar la moltitudine con pensieri gradevoli, moti d’ottimismo, limpidi propositi e facili promesse.

Ladri! Fetidi ladri o voi che con il mio sonno fuggite, saltando pecore e schivando ciechi pastori ondeggianti nel buio. Dove fuggite o ladri, forse laggiù, dietro la collina dei sogni dimenticati, laddove giace il tempo perso? O forse è una corsa verso il nulla, un correre infinito, un eterno guardie e ladri con l’unico scopo di sfinire l’inseguitore? Che sia quindi, che inseguendo il sogno possa estenuato stramazzare al suolo (io da sempre un estenuato stramazzare) e trovare finalmente la stanca quiete del sonno.

ma_no, 2008

Il sogno di Luca

Luca è chiuso da tempo in una stanza in compagnia di tre uomini. I loro volti gli sono familiari, anche se non ricorda dove e quando possa averli conosciuti. Sono tre figure silenziose, a volte nebbiose, spesso ombrose. Si muovono, non si muovono, non capisce non si concentra e finisce poi per distarsi e perderli di vista, tornando ad osservare la stanza con quel suo sguardo acuto, seduto in un angolo sulla sua poltroncina rossa.

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